728 x 90

Psoriasi: camouflage e cura anche in estate

0

Chi soffre di psoriasi vive spesso nel disagio la sua condizione per le ripercussioni estetiche e quindi psicologiche della problematica, ma esiste un make-up camouflage che va a nascondere le fastidiose macchie. Occorre prima però idratare molto il viso e scegliere cosmetici specifici che migliorano la qualità della vita, alleviando il prurito e combattendo la secchezza delle placche.
Nei prodotti consigliati per le lesioni psoriasiche, i dermatologi denunciano la presenza di sostanze da evitare, derivate dalla raffinazione del petrolio: petrolati, vaselina, dimeticone, paraffina liquida , polietilenglicoli (Peg) e disturbatori ormonali usati soprattutto a mò di conservanti.
Per questo motivo consigliano di evitare le sostanze occludenti, che non consentono la giusta traspirazione, come i siliconi, in quanto la psoriasi è anche una patologia della barriera cutanea.
Se il disturbo interessa il volto, meglio preferire trucchi in crema rispetto a quelli in polvere, stando sempre attenti ai componenti”. Insomma, è necessario imparare a leggere l’etichetta perché i cosmetici non adatti invece di aiutare possono danneggiare la cute.

Psoriasi ed estate: 40% dei pazienti abbandonano le terapie

L’estate è un momento difficile per i pazienti con patologie cutanee e con psoriasi in particolare che tendono a nascondere la pelle e le chiazze della malattia. Un sondaggio della National Foundation of Psoriasis americana ha svelato che sono oltre il 40% i pazienti che nascondono le lesioni sotto abiti, pantaloni e maglie a maniche lunghe anche in spiaggia. Questi pazienti rinunciano alla vita all’aria aperta proprio nella bella stagione, la stessa percentuale che mostra segni di depressione. Oltre al disagio e alla vergogna esiste un vero e proprio problema di stigma, tale che la legge American Disability Act protegge queste persone dalle discriminazioni sul luogo di lavoro.
Per i pazienti con psoriasi l’arrivo della bella stagione può essere un’arma a doppio taglio: se il sole e l’acqua di mare in alcuni casi possono migliorare l’aspetto delle lesioni cutanee e un clima caldo-umido mantIene la pelle più morbida, gli sbalzi di temperatura, l’aria condizionata e il cloro possono scatenare il rilascio di sostanze che possono aumentare la secchezza e il prurito, scatenare fenomeni infiammatori e recidive con un peggioramento dei sintomi.

Sole sì ma con cautela

“Le persone con psoriasi beneficiano dell’esposizione al sole purché questa sia effettuata gradualmente e con adeguata fotoprotezione (SPF50), rinnovando l’applicazione ogni 2 ore ed evitando l’esposizione nelle ore centrali della giornata” spiega il Professor Andrea Costanzo, Ordinario di Dermatologia all’Università Humanitas di Milano “Ustioni e scottature possono scatenare la riattivazione della psoriasi o portare allo sviluppo di nuove placche. Le scottature attivano un vero e proprio “fenomeno di Koebner”, ossia lo sviluppo di placche nelle zone soggette ad uno stimolo, fisico come la scottatura solare o meccanico come lo sfregamento o traumi locali”.
Fondamentale è mantenere la pelle costantemente idratata. Aperitivo sì, ma analcolico, l’alcool infatti può interferire con alcuni farmaci per la psoriasi. Attenzione invece al sudore, che può irritare la pelle già sensibile e peggiorare le placche. Il clima ideale è fresco e ventilato e al chiuso è consigliabile non esporsi all’aria condizionata.

Con le dovute accortezze è quindi possibile godersi le vacanze e il tempo libero e apprezzare dei miglioramenti ma attenzione a seguire sempre le indicazioni del proprio dermatologo. “Alcuni pazienti infatti decidono arbitrariamente di diminuire o, peggio, interrompere le terapie proprio in questo periodo” continua Costanzo “Ma la cosiddetta ‘vacanza terapeutica’ che veniva consigliata nel periodo estivo in cui venivano sospesi i farmaci di vecchia generazione come gli immunosoppressori non è più necessaria. Le nuove terapie personalizzate, sono più efficaci, sicure e non hanno problemi di tossicità, non devono essere sospese e mantengono gli effetti a lungo termine. Sono oggi disponibili infatti moderni farmaci che si dimostrano efficaci già dalle prime settimane e che permettono di ottenere la clearance cutanea completa sino al 90 e 100%, come il nuovissimo farmaco ixekizumab appena presentato al congresso di Sorrento. Attenzione anche alle cure ‘fai da te’, un errore che interessa circa il 25% dei pazienti con malattie autoimmuni (quindi anche con psoriasi, in cui il fenomeno arriva al 50%*).
Una sospensione temporanea o definitiva delle terapie senza consultare il dermatologo potrebbe esporre a ricadute e peggioramenti, rendendo vani gli sforzi fatti sino a quel momento. “Sappiamo che alcune terapie sono difficili da gestire, prevedono modalità di assunzione complicate o effetti collaterali sgraditi” sottolinea Costanzo “quindi una buona comunicazione e l’alleanza terapeutica col curante sono fondamentali per garantire l’aderenza del paziente alla terapia. In questa ottica terapie sempre più maneggevoli a rapida efficacia rafforzano la motivazione del paziente, specialmente nelle forme moderate-gravi.

Share.

About Author

MiTrucco.it

Il portale italiano sull'Arte del Make Up: recensioni, novità, trend di bellezza e trucco.

Leave A Reply